Abitata anticamente dai Piceni all’interno e dai Galli Senoni sulla costa, la regione Marche passò sotto il dominio romano verso il I secolo a.C. con il nome di “Picenum”. Caduto l’impero romano d’occidente la parte a sud di Ancona passò ai Longobardi, mentre Ancona e la fascia costiera a nord venne annessa all’esacrato di Ravenna e successivamente ceduta da Carlo Magno ai Papi. Suddivisa dagli Ottoni in varie marche (dal tedesco antico Mark, zona di confine con il Sacro Romano Impero) e successivamente in signorie praticamente autonome, fu in gran parte riportata dal cardinale Albornoz alle dipendenze della Chiesa, sotto la quale rimase fino alla annessione al Regno d’Italia. Fermo è una delle più importanti ed antiche città delle Marche meridionali. Le origini Picene sono documentate dai molti rinvenimenti archeologici e dai resti della cinta muraria. Sottomessi i Piceni nel 264 a.C., Fermo divenne colonia romana con ampie autonomie, restando fedele a Roma anche al tempo delle guerre Puniche. Il territorio fermano fu intensamente colonizzato dai veterani romani. L’importanza di Fermo romana è dimostrata anche oggi da un’opera grandiosa e unica nel suo genere in tutta Italia, realizzata in epoca Augustea (40 d.C.): le Cisterne Romane, che servivano a raccogliere e conservare l’acqua piovana e sorgiva destinata a rifornire la città e il navale che Fermo possedeva sul mare Adriatico. La crisi dell’impero coinvolse anche Fermo, che non poté sottrarsi alle distruzioni, soprattutto durante la guerra Gotico-Bizantina. La città risorse in epoca Longobarda quando, dopo aver fatto parte del Ducato di Spoleto, divenne ducato essa stessa. Al tempo dei Franchi e degli imperatori tedeschi si avvicinò al Papa, ampliò il suo comprensorio, che assunse la denominazione di Marca Fermana. Dalla fine del secolo XII fu libero comune. È questo il periodo in cui estese la sua influenza sulla maggior parte dei castelli circostanti, che costituirono lo Stato Fermano. Nel secolo XIV vari signori si impadronirono della città, da Mercenario da Monteverde a Gentile da Mogliano, fino a Francesco Sforza, scacciato nel 1446 dal popolo sollevatosi, che nell’occasione distrusse la rocca sul Girfalco. Nella prima metà del secolo XVI, Fermo venne in contrasto con il Papa, che con le armi e il suo potere la mantenne sotto la sua dominazione fino alla unità d’Italia nel 1860. Testimonianza di tanto passato sono riscontrabili ovunque a Fermo: prima di tutto la bellissima Piazza del Popolo, una delle più belle d’Italia, con il Palazzo dei Priori edificato nel 1296 (sede della Pinacoteca comunale) il Palazzo Apostolico, il Loggiato di San Rocco. Poi la Biblioteca Comunale all’interno del Palazzo degli Studi, la più ricca della Marche e fra le prime dieci d’Italia risalente al 1511, il Teatro dell’Aquila inaugurato nel 1791 e infine sul punto più alto del colle, laddove sorgeva l’antica rocca medievale, si erge maestoso il Duomo, dalla splendida facciata Romanico-Gotica. E vi è molto altro ancora da scoprire: dalle strade ai vicoli caratteristici ai numerosi e affascinanti palazzi nobiliari che impreziosiscono la città.
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